Festa del doppio nono: Scalare montagne e onorare gli anziani
L'importanza del nono giorno del nono mese
La Festa del doppio nono (重阳节, Chóngyáng Jié), celebrata il nono giorno del nono mese lunare, è una delle celebrazioni tradizionali più durevoli della Cina. Il nome della festa deriva dalla numerologia cinese antica, dove il nove è considerato il numero yang supremo, rappresentando la mascolinità, la luminosità e il cielo nella dualità cosmica dello yin e yang (阴阳, yīn yáng). Quando il nono giorno coincide con il nono mese, questo "doppio yang" crea un'accumulazione di energia celeste che gli antichi cinesi credevano richiedesse un'attenta osservanza e rituali specifici per essere navigata in sicurezza.
La festa si celebra generalmente alla fine di settembre o in ottobre secondo il calendario gregoriano, coincidendo con la bellezza frizzante della metà dell'autunno, quando i crisantemi fioriscono in abbondanza e l'aria porta i primi segni dell'inverno in arrivo. Questo momento ha influenzato profondamente le consuetudini della festa, dallo scalare montagne all'apprezzamento dei fiori, creando una celebrazione che armonizza l'attività umana con i ritmi naturali della stagione.
Origini antiche e la leggenda di Huan Jing
La storia di origine più famosa della Festa del doppio nono ruota attorno a Huan Jing (桓景, Huán Jǐng), un giovane che visse durante la dinastia Han orientale (25-220 d.C.). Secondo la leggenda registrata nel Xu Qi Xie Ji (续齐谐记, Xù Qí Xié Jì), una raccolta di racconti soprannaturali, Huan Jing studiò sotto l'immortale Fei Changfang (费长房, Fèi Chángfáng), un maestro taoista con poteri straordinari.
Un giorno, Fei Changfang avvertì il suo discepolo di un imminente disastro: nel nono giorno del nono mese, un terribile demone della pestilenza sarebbe emerso dal Fiume Ru (汝河, Rǔ Hé) e avrebbe portato calamità al villaggio di Huan Jing. Il maestro gli ordinò di portare la sua famiglia e gli abitanti del villaggio in una zona elevata, portando sacchetti di corniolo (茱萸, zhūyú) e bevendo vino di crisantemo (菊花酒, júhuā jiǔ) per scacciare gli spiriti maligni.
Huan Jing seguì queste istruzioni alla lettera. Nel giorno fatale, guidò tutti a scalare la montagna vicina, ciascuna persona indossava un rametto di corniolo profumato e portava vino di crisantemo. Quando il demone della pestilenza emerse dal fiume e si avvicinò al villaggio, fu respinto dal forte profumo di corniolo che si diffondeva giù dalla montagna e trovò il villaggio vuoto. Adirato e confuso, il demone alla fine si ritirò, e gli abitanti del villaggio furono risparmiati.
Questa leggenda ha stabilito le usanze fondamentali della Festa del doppio nono: scalare montagne (登高, dēnggāo), indossare corniolo e bere vino di crisantemo. Sebbene gli elementi soprannaturali riflettano le credenze antiche sulla protezione spirituale, queste pratiche dimostrano anche una saggezza pratica riguardo alla salute stagionale e ai benefici terapeutici delle attività autunnali.
La tradizione della scalata
Scalare in alto (登高远望, dēnggāo yuǎnwàng) rimane l'attività più iconica della Festa del doppio nono. Questa usanza porta con sé molteplici significati che si sono evoluti nel corso della storia cinese. Inizialmente radicata nel desiderio di fuggire dalle calamità terrene e avvicinarsi all'influenza protettiva del cielo, la scalata gradualmente ha acquisito ulteriore significato legato alla salute, longevità e coltivazione spirituale.
Da una prospettiva della medicina tradizionale cinese, scalare montagne in autunno offre specifici benefici per la salute. L'aria fresca e secca della stagione (秋高气爽, qiūgāo qìshuǎng—letteralmente "autunno alto, aria rinfrescante") fornisce condizioni ideali per l'esercizio fisico. Lo sforzo di scalare aiuta a circolare il qi (气, qì)—la forza vitale—attraverso il corpo, rafforzando i polmoni e preparando l'organismo per le sfide invernali. I medici antichi riconobbero che l'autunno corrisponde ai polmoni nel sistema dei cinque elementi, rendendo l'esercizio respiratorio particolarmente benefico durante questa stagione.
Oltre alla salute fisica, scalare montagne incarna importanti concetti filosofici. L'atto di ascendere rappresenta l'auto-miglioramento e la trascendenza (超越, chāoyuè), valori fondamentali nel pensiero confuciano e taoista. Raggiungere una vetta e contemplare orizzonti lontani (登高望远, dēnggāo wàngyuǎn) simboleggia l'ampliamento della propria prospettiva e la coltivazione della saggezza. Il poeta della dinastia Tang Du Fu (杜甫, Dù Fǔ) ha catturato questo sentimento nella sua famosa poesia "Scalare in alto" (登高, Dēnggāo), scritta in occasione della Festa del doppio nono, che riflette sull'invecchiamento, sulla dislocazione e sul passare del tempo mentre si sta in cima a una montagna.
Le mete di arrampicata più popolari durante la festa includono montagne famose come il Monte Tai (泰山, Tài Shān) nella provincia di Shandong, le Colline Fragrant (香山, Xiāng Shān) a Pechino e innumerevoli picchi locali in tutta la Cina. Nei tempi moderni, anche gli abitanti delle città partecipano scalando edifici alti o visitando parchi elevati, mantenendo lo spirito della tradizione mentre si adattano alle circostanze contemporanee.
Crisantemi: il fiore della longevità
Il crisantemo (菊花, júhuā) serve come simbolo botanico della Festa del doppio nono, guadagnandosi il nome alternativo di Festa del crisantemo (菊花节, Júhuā Jié). Questi fiori resistenti sbocciano vigorosamente in autunno, quando la maggior parte degli altri fiori è appassita, rendendoli potenti simboli di resistenza, vitalità e longevità—qualità particolarmente appropriate per una festa sempre più associata all'onore degli anziani.
I crisantemi occupano un posto di prestigio nella cultura cinese, classificandosi tra i Quattro Gentiluomini (四君子, sì jūnzǐ)—le quattro piante (fiore di pruno, orchidea, bambù e crisantemo) che rappresentano un carattere nobile nell'arte e nella letteratura tradizionali cinesi. Il crisantemo simboleggia specificamente l'integrità e la resilienza poiché fiorisce in condizioni difficili di tarda autunno, dimostrando la virtù confuciana di mantenere i propri principi nonostante le avversità.